In Europa

Fin dall’avvio della drammatica fase pandemica mondiale, CONFEDES – capitalizzando il lavoro preparatorio svolto in precedenza – ha dedicato uno degli impegni più forti alla costruzione di una solida e irreversibile base collaborativa diretta con le Istituzioni programmatorie e deliberative dei fondi facenti parte dei piani annuali e pluriennali di sostegno e incentivazione dell’Unione Europea: questo nella consapevolezza di come proprio attraverso tali risorse, in misura importante provenienti anche dal bilancio dello Stato Italiano, cioè dalle tasse di tutti noi, si realizzi uno dei passaggi determinanti al fine di avvicinare la fuoriuscita dall’emergenza e di ritornare stabilmente alla normalità di tutte le attività economiche e lavorative.

La priorità, accanto a una ripartenza che in Italia si annuncia purtroppo più lenta e più graduale di quanto avverrà nel resto d’Europa e del Mondo, è quella di abbinare, ai progetti di recupero delle quote di mercato nel territorio nazionale, una serie coordinata di iniziative che permettano una robusta e soprattutto immediata proiezione estera capace di coinvolgere, alla stessa maniera, tanto le Imprese già abituate a lavorare sulle piazze internazionali, quanto coloro che vi si affacciano per la prima volta, nel contesto dei piani messi a punto da CONFEDES.

La nostra Confederazione, per il tramite della collaborazione strutturale instaurata con lo Studio Associato CONSULMARC SVILUPPO, ha organizzato un’autonoma presenza di rilievo a Bruxelles che ci consente di accedere, in nome e per conto delle nostre Aziende iscritte e interessate, a ogni tipologia di finanziamento facente parte della programmazione della UE: dai fondi ordinari a quelli straordinari e addizionali, dalle risorse erogabili a fondo perduto ai sostegni che si attuano nelle forme del “private equity” e del “prestito partecipativo” con cui è possibile disporre di liquidità adeguata, non a debito e tale da rafforzare i requisiti patrimoniali e organizzativi d’impresa.

CONFEDES

in coerenza con gli orientamenti deliberati a seguito dello shock pandemico, ha recepito nelle proprie strategie i principi del “Green deal” e del “Social impact”, ai quali corrispondono nuove linee di aiuto volte all’adeguamento sostenibile e rinnovabile dei processi produttivi e dei cicli di lavorazione in tutti i settori merceologici.

Anticipando gli sviluppi di medio periodo dell’Integrazione continentale europea, la Confederazione datoriale e sindacale ha stabilizzato una Sede operativa di rilevanza centrale in Albania: in tal senso, prima ha promosso la formazione di due Parchi industriali attrezzati, gestiti dalla Società strumentale LIP – LEZHA INDUSTRIAL PARK in prossimità dei principali collegamenti marittimi, aeroportuali e stradali del Paese e della complessiva macroregione balcanica, e poi ha proceduto alla costituzione della ALBA SOCIAL IMPACT SGR, la prima Società di gestione del risparmio con obiettivi di erogazione di soluzioni microcreditizie e di finanza etica a beneficio di start-up Italo-Albanesi in grado di portare oltre il Mare Adriatico le migliori tradizioni creative autentiche del Made in Italy per farne un acceleratore dello sviluppo socioeconomico, turistico e ambientale locale.